Avv. Giuseppe Lattanzio
Giuseppe Lattanzio, Avvocato dell'Extralberghiero

TURISMO: LA VERA RIPARTENZA

 

E’ la ricerca più googlata: “ripartenza turismo”.

Se ci pensiamo bene è corretto perché siamo vicini all’estate e si sa, gli italiani difficilmente non si concedono una vacanza.

Normalmente c’è chi ha risparmiato, chi ha chiesto un prestito, e chi questa volta godrà di un bonus erogato dal Governo.

500 euro per nucleo familiare e altre cifre a scalare per famiglie con determinate soglie di reddito.

Su 500 euro, 450 dovranno essere subito anticipate e scontate dalla struttura e gli altri 50 gli italiani li riceveranno come credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi.

Un po’ magra come soluzione.

Non è detto che gli operatori del settore abbiano cassa a sufficienza per poter accogliere i propri ospiti anticipando tutte queste somme.

Ciò perché sono rimaste fuori dagli aiuti di marzo tutte le strutture che non utilizzavano un immobile con contratto di locazione commerciale e non è poco.

In essi rientrano le Locazioni Turistiche, i Bed and Breakfast e gli affittacamere non imprenditoriali.

Per chi è rientrato nella misura ha dovuto comunque pagare l’importo del canone di locazione per poi ricevere un credito di imposta del 60% del valore successivamente.

Insomma soldi liquidi subito no.

Non è una scelta che piace a questo Governo e ai politici italiani.

Analizzando l’articolo 31 dell’ultima bozza disponibile del Decreto Rilancio nulla pare essere cambiato.

Viene riconfermato il medesimo credito d’imposta per le attività “di interesse turistico…” e in questo ambito non rientrerebbero le attività extralberghiere non imprenditoriali o la gestione di locazioni turistiche in forma imprenditoriali (poiché sono tutte attività esenti iva).

Gran confusione e grande impreparazione dei Tecnici che supportano il Governo in questo periodo di pandemia.

 

QUANTI ONERI A CARICO DEI GESTORI

 

Allo stesso modo si è agito in tema di sanificazione, senza grandi differenze.

Ciò che lascia perplessi, oltre alla mancanza di denaro è la possibilità che sorga in capo al datore di lavoro una responsabilità civile o penale nel caso di inosservanza delle norme per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Il punto cruciale tuttavia è nell’adempimento che prende il nome di “comunicazione di infortunio” .

La mancata comunicazione entro i termini prestabiliti (altre info qui) comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Ma come fà il datore di lavoro ad essere sicuro che il lavoratore ha contratto il Covid-19 sul luogo di lavoro’?

A questo dubbio dobbiamo aggiungere la mancanza di un protocollo specifico per il settore Alberghiero ed Extralberghiero.

La questione è molto complessa perché datori di lavoro possono esserlo sia i gestori di qualsiasi attività extralberghiera e delle Locazioni Turistiche, sia i Property Manager.

Questi ultimi ancora sconosciuti dal Governo.

Il punto però è il seguente: l’attività Extralberghiera è di per sè diversa da qualunque attività e anche da quella Alberghiera.

Spesso il lavoratore si sposta in vari luoghi, soprattutto se ci sono più immobili dislocati sul territorio e anche per la gestione della biancheria.

Anche sanificando di volta in volta gli uffici i gestori non possono essere responsabili della sanificazione delle parti comuni degli edifici, per citarne una.

Inoltre dovrebbero prima sanificare l’alloggio appena l’ospite esegue il check-out per tutelare il lavoratore dall’ospite.

Dopo le pulizie effettuate dal lavoratore poi i gestori dovrebbero far sanificare nuovamente l’ambiente per tutelare il nuovo ospite dal lavoratore stesso!

Un vero e proprio rebus!

Da queste considerazioni emerge chiara la difficoltà ad inquadrare questa responsabilità all’interno dell’extralberghiero.

Discorso ancor più complicato è circoscrivere il contagio nel luogo di lavoro.

Se questo dovesse derivare dall’inosservanza di quanto stabilito dal DPCM del 26 aprile 2020 e dell’Allegato 6, potrebbe sorgere in capo al datore di lavoro una responsabilità penale in caso di lesioni gravi o morte del lavoratore.

Emerge così tutta l’inadeguatezza e la scarsa conoscenza del settore da parte del Governo e della Politica, nonostante al Ministro Franceschini siano arrivate grandi proposte dalle associazioni più rappresentative sul territorio.

 

POSSIBILI DATE

 

A questo punto, con la stagione alle porte e gli operatori balneari ancora in balia di date presunte, è necessario comprendere realmente come si potranno muovere i nostri ospiti.

La Commissione Europea ha stabilito la chiusura dell’area Schengen sino al 15 giugno, ma non vi sarà certezza di ciò o di una sua possibile proroga.

Ad oggi le Regioni in piena campagna elettorale cercano di anticipare il Governo sull’apertura di numerose attività.

Un dato che ci può aiutare è la richiesta nell’immobiliare di case con giardino e possibilmente anche una piscina, o vicine al mare o in montagna.

Questo orientamento potrebbe essere veritiero e applicabile anche alla richiesta di immobili in cui passare le vacanze estive.

A soffrirne potrebbero essere le grandi città, o comunque gli immobili che si trovano in luoghi non proprio “a vocazione turistica”.

Ciò che non posso fare ad oggi, mercoledì 13 maggio 2020, e fornirvi date certe sulla ripartenza dato che questi dati non esistono.

Tutte le valutazioni fatte riguardanti il rischio epidemiologico non hanno fondamento in alcuna legge per questo sono tutte presupposizioni.

Ciò che si potrà fare piuttosto e iniziare a valutare come modificare la propria domanda e i propri immobili per accogliere i residenti nella propria Regione con un occhio di attenzione a chi accoglie grandi gruppi.

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Giuseppe Lattanzio – L’avvocato dell’extralberghiero