LA MANOVRA DI BILANCIO 2021

E GLI AFFITTI BREVI

 

In questo periodo di poche certezze c’è chi utilizza gli spot pubblicitari del Governo per attirare audience a se e chi offre soluzioni.

Se stai leggendo questo articolo stai cercando una soluzione; gli spot pubblicitari e quant’altro non fanno per te.

Di sicuro avrai letto la notizia di una “stretta sugli affitti brevi” o qualcosa di simile in tantissimi articoli on-line e off-line.

Cosa riportano questi articoli?

Una parte di un articolo (scusa il gioco di parole) della Manovra di Bilancio (peraltro bozza) del 2021.

 

L’ARTICOLO INCRIMINATO

 

L’Art. 91 – Misure in materia di strutture ricettive al comma 1 (primo paragrafo per intenderci) stabilisce che

  1. Il regime fiscale delle locazioni brevi di cui all’articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 (la famosa legge Airbnb n.d.r.), con effetto dal periodo di imposta relativo all’anno 2021, è riconosciuto solo in caso di destinazione alla locazione breve di non più di quattro appartamenti per ciascun periodo d’imposta. Negli altri casi, a fini di tutela del consumatore e della concorrenza, l’attività di locazione di cui al presente comma, da chiunque esercitata, si presume svolta in forma imprenditoriale ai sensi dell’articolo 2082 del codice civile. Le disposizioni del presente comma si applicano anche per i contratti stipulati tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, oppure soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di appartamenti da condurre in locazione.

Se cerchiamo con attenzione nel 2020 e nel 2019 proposte simili di sicuro incontreremo la data del 6 ottobre 2020, il testo di “Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” veniva approvato in Senato con un emendamento, il 77.62.

L’emendamento veniva accolto con la gioia di alcuni e l’indifferenza di altri perché aveva il compito di definire i criteri entro cui la gestione delle Locazioni Turistiche è “non imprenditoriale”.

Emendamento accolto e poi subito ritirato (leggi il mio articolo qui).

Ci hanno provato anche con il Decreto Milleproroghe e tante altre volte.

 

MA E’ DAVVERO UN LIMITE?

 

Tutti gridano alla tutela delle libertà costituzionali, come il godimento libero del diritto di proprietà privata, oppure di utilizzi impropri della definizione di imprenditore che il legislatore di quasi 100 anni fa ci ha lasciato nel codice civile all’articolo 2082.

La verità è che qualcuno tra Governo e Parlamento su possibile pressione di una parte del mercato sta cercando di dare attuazione ad una norma del 2017.

Gli addetti ai lavori infatti ricorderanno quell’art. 4 comma 3 bis che così disponeva:

3-bis. Con regolamento da emanare  entro  novanta  giorni  dalla data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della  legge  23  agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere definiti, ai fini del presente articolo, i criteri  in base ai quali l’attivita’ di locazione di cui al comma 1 del presente articolo si presume svolta in forma imprenditoriale, in coerenza  con l’articolo 2082 del codice civile e con la disciplina sui redditi  di impresa di cui al testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917, avuto anche riguardo al numero delle unita’ immobiliari locate e alla durata delle locazioni in un anno solare.

E’ veramente una meraviglia?

Direi di no, dato che il mercato non è stato fermo ad attendere il nostro Legislatore dell’emergenza (così amava chiamarlo il mio Professore di Procedura Penale) ma è andato avanti, molto avanti.

Il Mercato dell’extralberghiero sta al Legislatore come la Tesla si confronta con le altre auto elettriche per intenderci.

E’ anni luce avanti.

Si perché il problema non è il numero di unità immobiliari gestite che porta il gestore nel mondo dell’imprenditorialità o meno.

Non è questo.

Non lo è perché i gestori utilizzano già forme societarie adatte alla gestione delle Locazioni Turistiche con almeno due Codici ATECO.

E uno dei due è preso in prestito dagli Amministratori di Condominio perché in caso contrario i Property Manager non saprebbero a che titolo emettere fattura!

 

POLEMICHE O SOLUZIONI?

 

La domanda sorge spontanea, dato che mancano le soluzioni mentre di polemiche riempiamo le strade e le piazze.

Perché non chiediamo al Legislatore di definire la figura del Property Manager?

Perché non chiediamo al legislatore di definire con certezza assoluta se l’attività di locazione di immobili da destinare ai turisti con la forma della Locazione Turistica è o non è esente IVA?

Perché non chiediamo di ristrutturare un settore dove le Leggi Regionali sono vecchie di 20 anni a volte, emanate prima dell’estate per porre “una pezza” a tanti problemi che potrebbero sorgere a destra e a manca?

Lodevole è l’iniziativa definita nel comma 3 dell’articolo richiamato nella Manovra.

 

ISTITUIRANNO UNA BANCA DATI NAZIONALE?

 

L’“articolo 13-quater del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. A fini di tutela dei consumatori, presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo è istituita una banca dati delle strutture ricettive, nonché degli immobili destinati alle locazioni brevi ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, identificati mediante un codice da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza, fermo restando quanto stabilito in materia dalle leggi regionali. La banca dati raccoglie e ordina le informazioni inerenti alle strutture ricettive e agli immobili di cui al presente comma. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo i dati inerenti alle strutture ricettive e agli immobili di cui al presente comma con i relativi codici identificativi regionali, ove adottati. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalità di realizzazione e gestione della banca dati, di acquisizione dei codici identificativi regionali e le modalità di accesso alle informazioni che vi sono contenute”.

Tantissimi operatori ricorderanno il caos generato dalla volontà di creare una banca dati nazionale a partire dall’estate scorsa (prima no, porta male – n.d.r.).

Questa banca dati doveva portare chiarezza in una marea di codici identificativi, sigle e quant’altro creatosi dalla fantasia delle Regioni Italiane.

Tutto ciò non è avvenuto ma almeno il Legislatore ha deciso di portare chiarezza in questo settore senza usare motivazioni diverse quali l’estensione dell’uso del bonus vacanze anche tramite O.T.A.

 

COSA DOVREMMO CHIEDERE?

 

Avete letto il titolo della norma appena su richiamata?

“Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”.

In questa legge e in tante altre si cerca di porre rimedio qui e li per regolamentare un mercato diviso tra la Locazione Turistica regolamentata da norme nazionali e le Attività Extralberghiere che sottostanno alle normative regionali.

Tutto ciò genera solo confusione e spot pubblicitari, senza portare un vero giovamento agli operatori che ogni giorno contribuiscono a formare un 5% del Pil italiano.

Una via ottimale da seguire sarebbe quella di creare un Testo Unico, come fatto più volte dal Legislatore per riunire norme sparse qui e li per l’Italia.

Sperando in qualcosa di meglio del Codice del Turismo che ha avuto vita breve nella sua concezione originale.

 

COSA POSSO FARE IO PER TE?

 

Darti soluzioni e lavorare insieme, questo di sicuro.

E’ ciò che sto facendo con tantissimo operatori del settore che stanno utilizzando questo periodo per riorganizzarsi e tornare a cavalcare la ripartenza che arriverà.

Loro hanno scelto di farlo ora perché han compreso che questa pandemia ha riportato piccoli e big tutti sulla linea di partenza.

Ma questa specie di “safety – car” prima o poi andrà via e si ripartirà.

Più grandi che mai.

E io ti auguro di essere in “pole”!

Contattami a info@avvocatodellextralberghiero.it o al 3886583087.

Lavoriamo sulla tua “pole-position”!

 

Giuseppe Lattanzio – L’avvocato dell’extralberghiero